aprile 24

Fase 2, Corrado e Associati con Reverto Consulting, la task force di professionisti del turnaround

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I professionisti di Corrado e Associati – con altre realtà esperte di turnaround e restructuring – hanno dato vita a Reverto Consulting, la task force di professionisti che in questa situazione di emergenza si metterà a servizio delle imprese con un servizio a 360°, veloce, competente ed efficace per supportarle nella ripartenza.
Reverto Consulting nasce per condurre gli imprenditori fuori dalla nebbia di questo virus che ha infettato l’economia, oltre che le persone.
Gli effetti del Covid 19 saranno pandemici anche per le imprese: ciascuna realtà si troverà a dover fare i conti con la propria risposta al cambiamento imposto.
Reverto, nata per dare risposta a queste differenti esigenze, è specializzata nell’assistenza a processi di turnaround in ambito strategico, finanziario e legale.
Il cambiamento imposto dal Covid 19 riguarderà anche l’accelerazione dell’integrazione tra i processi tradizionali e le tecnologie digitali avanzate. Per questo, Reverto ha avviato solide partnership con esperti di fintech, di intelligenza artificiale, di cyber-risk e di blockchain, istituti di credito, compagnie di assicurazione, fondi di investimento, associazioni di categoria.
Oltre al team di Corrado & Associati, partecipano Virgilio Finance, PeR Consulting, Cosmai e Associati e Massimo Castrucci di BGR.

marzo 22

Derogabile senza accordo sindacale la responsabilità solidale del cessionario d’azienda di impresa in crisi.

foto blog comma 5 bis art. 47

 

Il nuovo comma-5 bis dell’art. 47, legge 428/1990 (introdotto dall’art. 368 del Codice della crisi e dell’insolvenza) consentirà di derogare alla responsabilità solidale del cessionario per i crediti vantati dai lavoratori ceduti al tempo del trasferimento senza necessità di accordo sindacale.

La nuova disposizione – che troverà applicazione dal 15 agosto 2020 – riguarda il trasferimento d’azienda di imprese assoggettate a liquidazione giudiziale, concordato preventivo liquidatorio, ovvero a liquidazione coatta amministrativa, nel caso in cui la continuazione dell’attività non sia stata disposta o sia cessata” ed introduce una novità di grande portata: attualmente, difatti, la deroga alla solidarietà del cessionario d’azienda è possibile solo a condizione che la fase di consultazione con le rappresentanze dei lavoratori termini in modo positivo e con la stipulazione di un apposito accordo in tal senso,

Nel Blog pubblicato il 20 marzo 2020 sul Fallimentarista.it l’Avv. Alessandro Corrado (alessandro.corrado@corradolex.it) approfondisce le implicazioni della novità normativa.

marzo 12

Coronavirus: le misure straordinarie allo studio del Governo per tutelare economia, lavoratori pubblici e privati e Partite IVA

L’obiettivo del Governo, secondo il Consigliere economico del Ministro dell’Economia Marco Leonardi, è aiutare tutto il mondo del lavoro.
E’ questa la premessa con cui il Governo si prepara a varare una serie di misure a sostegno di imprese e lavoratori, sia dipendenti, sia autonomi.
Tra queste, le più rilevanti a favore dei lavoratori dipendenti e delle loro famiglie sono:
- un congedo straordinario a favore dei lavoratori privati e pubblici con figli a carico, della durata di 12 giorni (che potrebbero salire a 15), retribuito al 30% dello stipendio o, in alternativa
- un “voucher baby sitter” del valore di 600 euro, che verranno accreditati sul libretto famiglia, per chi non opterà a favore del congedo straordinario.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, per tali misure è prevista una spesa di 800 milioni di euro.
Nelle intenzioni del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, il contributo “baby sitter” sarà più elevato per il personale infermieristico, mentre quello della Famiglia, Elena Bonetti, sta studiando un bonus per le famiglie che assistono anziani non autosufficienti

Per le imprese, l’Esecutivo sta approntando un iter veloce e semplificato per l’attivazione degli ammortizzatori sociali, con l’obiettivo di assicurare un sostegno al reddito ai lavoratori delle imprese colpite dall’impatto della pandemia, sull’intero territorio nazionale.

Per la Cig in deroga il Governo, secondo le ultime indiscrezioni, stanzierà 2 miliardi di euro, mentre sono 500 i milioni per il potenziamento del Fondo integrazione salariale. Le aziende attualmente prive di qualsiasi copertura potranno ricorrere alla cassa integrazione in deroga, con la causale speciale indicata nel decreto legge che sarà approvato a breve dal Consiglio dei ministri, che fa riferimento all’evento speciale. La Cassa in deroga potrà essere attivata anche dalle microimprese fino a 5 dipendenti e sarà retroattiva dal 23 febbraio, quando sono iniziati gli effetti negativi dell’epidemia sul sistema produttivo. La durata del sostegno sarà di almeno 60 giorni.

Anche le aziende che non possono accedere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria, avranno la possibilità di farlo grazie alla nuova causale speciale: i lavoratori potranno essere sospesi da subito. Sarà in ogni caso necessario attendere l’approvazione del decreto, che dovrebbe contenere norme dirette a garantire la massima flessibilità nell’utilizzo di questo strumento che, oltre ad essere attivabile senza confronto sindacale, non sarà computato nei limiti di durata degli ammortizzatori previsti dal decreto legislativo n. 148/2015. Le aziende che hanno esaurito la disponibilità per la Cig ordinaria o quella straordinaria potranno ricorrere alla cassa in deroga, sempre con le procedure semplificate.

Le misure straordinarie riguarderanno anche i lavoratori autonomi (le c.d. Partite IVA) e stagionali, tradizionalmente esclusi dall’applicazione della Cassa integrazione e probabilmente anche dalla Cassa in deroga che sta per essere estesa anche alle microimprese. Per gli autonomi, il Governo punta alla sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali. Per i soli stagionali si sta ragionando anche sulla possibile estensione della Naspi.

febbraio 20

I criteri di scelta nel trasferimento d’azienda in crisi con passaggio parziale di dipendenti: il punto della situazione in un commento alla sentenza n. 31946/2019 della Suprema Corte

 

I principi dettati dagli artt. 4 e seguenti della Legge n. 223/1991 sui licenziamenti collettivi inerenti l’obbligatoria indicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare e delle modalità di applicazione di questi criteri, non si estendono in via analogica alla selezione relativa al passaggio parziale di lavoratori in caso di trasferimento di azienda sottoposta a procedura liquidatoria, in considerazione della diversa ratio e disciplina dei due istituti.

Lo ha chiarito la Suprema Corte con la sentenza del 6 dicembre 2019, n. 31946.

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