settembre 6

Brasile, tax policy e tracciabilità dei pagamenti: uno studio di Corrado & Associati

Con un articolo sul sito www.lavoce.info, scritto insieme all’economista dell’Università Statale di Milano Marco Leonardi (“San Paolo, dove l’Iva non si evade”, http://www.lavoce.info/articoli/-fisco/pagina1002536.html), l’’Avv. Diego Corrado esamina costi/benefici ed esportabilità del programma Nota Fiscal Paulista, implementato dall’amministrazione tributaria dello Stato di San Paolo in Brasile, dove il cittadino registrato al programma, comunicando il proprio codice fiscale all’atto dell’acquisto di beni (anche per importi modesti), riceve il 30 per cento dell’ICMS (una sorta di Iva brasiliana) dovuto dall’esercente. La somma accreditata può essere usata dal cittadino in compensazione delle proprie imposte o bonificata direttamente sul suo conto corrente.
Il consumatore non ha nessun obbligo di conservazione dei documenti fiscali emessi nei suoi confronti, che sono inviati al Fisco dall’esercente via internet. Per accumulare il credito, il consumatore deve semplicemente comunicare il suo codice fiscale al momento dell’acquisto, è necessario registrarsi (tutto online, in pochi minuti) solo per consultare il credito accumulato e utilizzarlo.
Puntando alla cooperazione dei soggetti coinvolti, il programma – in vigore dal 2008 – ha superato gli 11 milioni di aderenti e ha comportato un incremento di gettito del 23%, rivelandosi al tempo stesso un importante strumento di sostegno al reddito delle famiglie (beneficiarie di un flusso di trasferimenti ad oggi quantificabile in 4,4 mld di reais, quasi due miliardi di euro) e di tracciabilità delle transazioni economiche, indipendentemente dal mezzo di pagamento utilizzato.
Un esempio che sarebbe auspicabile importare anche nel nostro Paese.

Per ulteriori informazioni, contattare l’’Avv. Diego Corrado (diego.corrado@corradolex.it)

6 settembre 2011