giugno 15

Un altro passo avanti per il Jobs Act: approvati i decreti legislativi in materia di tutela della maternità e riordino delle tipologie contrattuali

Sono stati approvati oggi altri due decreti attuativi del Jobs Act.

Il decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015 contiene misure volte a tutelare la maternità delle lavoratrici e a favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori. Tra le più importanti, quella che estende la possibilità di usufruire del congedo parentale, dai primi 8 ai primi 12 anni di vita del bambino, nonché il limite entro il quale il congedo parentale dà diritto all’indennità del 30% della retribuzione, dai primi 3 ai primi 6 anni.

Affidato invece al decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 il riordino delle tipologie contrattuali in un testo organico, che ha previsto il superamento dei co.co.pro. e dell’associazione in partecipazione, la quale rimane in vita nei soli casi in cui l’associato apporti non lavoro, bensì risorse finanziarie all’impresa dell’associante.
Controversa poi la nuova disciplina delle mansioni, con le modifiche apportate all’art. 2103 c.c.: d’ora in avanti sarà infatti possibile, tramite accordi individuali ed in caso di particolari esigenze organizzative dell’azienda, adibire i dipendenti a mansioni inferiori, sempre nei limiti della categoria legale di inquadramento. Ciò comporterà anche una contestuale riduzione della retribuzione.
Netto dunque il contrasto con la previgente disciplina, contenuta nell’art. 2103 c.c. (come riformato nel 1970) in base alla quale il dipendente poteva ricoprire soltanto mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, ma non inferiori, e comunque senza alcuna diminuzione della retribuzione.