febbraio 29

Un passo storico per l’Italia: il Senato approva le Unioni civili

Lo scorso 25 febbraio il Senato ha approvato in prima lettura il Ddl Cirinnà, che istituisce anche in Italia le Unioni civili tra persone dello stesso stesso. Si tratta di un risultato storico per il nostro paese, che giunge dopo quasi trent’anni di lunghi dibattiti.

Nelle intenzioni del legislatore l’Unione civile rimane tuttavia un istituto distinto dal matrimonio, in quanto non determina la nascita di una famiglia, ma di una “specifica formazione sociale” ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione. Di conseguenza non viene estesa alle persone omosessuali la possibilità di adottare dei figli, neanche con riferimento ai figli biologici del proprio partner: circostanza resa evidente peraltro dallo stralcio della cosiddetta “stepchild adoption”, avvenuto negli ultimi giorni prima del voto in aula. Il timore è quello di aprire le porte alla maternità surrogata (il c.d. “utero in affitto”), una pratica ancora oggi vietata nel nostro paese.
A tenere tuttavia accesa la speranza delle coppie omosessuali sul fronte adozioni è la recentissima sentenza del Tribunale dei minorenni di Roma dello scorso 1 Marzo, con cui è stata concessa ex art. 44 lett. b) della legge n. 184 del 4 maggio 1983, l’adozione incrociata di due figlie a una coppia di donne. La stepchild adoption conferisce ai minori meno garanzie rispetto al riconoscimento di una genitorialità piena e legittimante, poiché essi non acquistano la parentela con le famiglie degli adottanti né si instaura tra loro un rapporto di fratellanza.

Quanto ai diritti e ai doveri della coppia unita civilmente, le analogie col matrimonio sono molteplici: dall’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione, alla possibilità di scegliere un cognome comune e un indirizzo di residenza, fino alla comunione dei beni come regime patrimoniale tipico in assenza di diversa pattuizione e alla possibilità di concordare l’indirizzo della ‘vita familiare’, una terminologia che apre nuove speranze sul futuro riconoscimento pieno dell’amore tra persone dello stesso sesso.
Singolare la mancata previsione dell’obbligo di fedeltà nell’Unione civile: provocazione o evoluzione del costume da estendere presto anche al matrimonio “tradizionale”?

Per ulteriori informazioni e approfondimenti contattare l’Avv. Diego Corrado (diego.corrado@corradolex.it).